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BEATA UN PAR DE CIUFOLI!

STORIA DI UN ALLATTAMENTO ESTREMO

Ricevo e pubblico la storia di mamma Valentina, una mamma che ha conciliato con grande determinazione l’allattamento col suo lavoro. Valentina è un’artista fantastica e piena di energie, professionale, sempre sorridente e dalla positività contagiosa.

Quì le sue esperienze con latte, viaggi, poppate, tiralatte, porte che non si chiudono.

Grazie Valentina!

Prossimamente anche la parte n.2


La cosa che più spesso mi sono sentita dire quando dicevo che allattavo al seno è “BEATA te!!” e poi tutta una serie di motivi per cui l’interlocutrice non era stata così fortunata.

Ho sempre voluto che la maternità fosse un’ arricchimento e non un motivo per rinunciare a me stessa e quando è nata mia figlia mi sono quindi promessa che avrei continuato a cantare e viaggiare dopo la nascita della bambina esattamente come facevo prima…portandola con me quando possibile o lasciandola nelle mani del babbo o dei nonni negli altri casi…

MA….

Volevo fortemente che la bambina non fosse privata della possibilità di crescere con il mio latte per questo motivo, né che il mio allontanarmi da lei per periodi più o meno lunghi facesse diminuire o cessare la produzione e così… mi sono ingegnata…!

Ho fatto il primo viaggio fuori senza di lei quando aveva 4 mesi …iniziando settimane prima a tirare e mettere da parte una quantità di latte che fosse sufficiente a coprire il suo fabbisogno per la settimana in cui sarei stata assente. E da quel momento in poi è iniziata un’epopea !! J In questi anni mi sono tirata il latte nei posti più impensabili: camerini di teatro, sale prova, auto in corsa (davanti alla persona che guidava :-P), conservatori, alberghi, bagni pubblici di ogni ordine e “de-grado” (compreso quello di un’autogrill stando in piedi su una gamba sola perché con l’altra dovevo reggere la porta che non si chiudeva!!) . Ho fatto centinaia e centinaia di kilometri partendo con le borse frigorifero vuote e uno stock interminabile di ghiaccioli e bottigliette per tornare ogni volta con il prezioso carico congelato sul sedile del passeggero con l’aria condizionata “appalla” puntata sulle borse per evitare che andasse tutto a male… Hanno contribuito a congelare per me bar e ristoranti di Torino, Aosta, Bari, Cosenza… che dapprima mi guardavano un po’ stupiti e poi si scioglievano in un sorriso ed erano ben felici di contribuire alla causa! Partivo lasciando il congelatore pieno… tornavo e lo trovavo vuoto, ma ne avevo con me abbastanza per riempirlo di nuovo. Andavo fuori per studio o per lavoro, e durante le pause pranzo o i break di metà mattina o pomeriggio, io sparivo da qualche parte… tiravo, imbottigliavo, chiudevo, congelavo… e la notte mi svegliavo almeno una volta perché quello è l’orario migliore, si sa, per stimolare la produzione di latte! J L’ho fatto con una gioia, un’ amore, e la sensazione di essere veramente benedetta che niente altro nella vita mi aveva dato mai, ma anche con tanta forza di volontà, impegno, rinunciando a qualcos’altro e soprattutto per SCELTA. Perciò… quando qualcuna mi dice… “BEATA te…!! io poi sono dovuta tornare a lavorare… e il latte è andato via…” Cercando in me appoggio e commiserazione… io respiro molto a fondo, conto fino a 10… e taccio… sfoderando il mio miglior sorrisetto di circostanza… perché se dovessi parlare direi ciò che penso e ciò che penso di solito non piace…

Io penso che l’allattamento sia una SCELTA, come i milioni di altre scelte che ogni donna e ogni mamma si troverà a fare nel corso della propria vita, che come ogni scelta comporti la RINUNCIA a qualcosa per avere qualcos’altro, e richieda IMPEGNO, COSTANZA, SACRIFICIO e FATICA quando serve… E soprattutto il CORAGGIO di difendere e portare avanti le proprie scelte, perché se le abbiamo fatte sono quelle e solo quelle le uniche possibili per noi… Se scegliamo di allattare dobbiamo mettere in atto tutto ciò che serve per poterlo fare, costi quel che costi, e se invece scegliamo di non allattare o di smettere di farlo dobbiamo farlo senza bisogno di trovare giustificazioni o cercare l’altrui commiserazione… Scegliere una cosa piuttosto che l’altra non ci rende madri migliori o peggiori, ma avere il coraggio della nostre scelte e difenderle senza nasconderci dietro un dito SI, perché è questo poi, latte o non latte, il lascito più grande che diamo ai nostri figli.

Però… conto fino a dieci, sorrido e taccio… perché so che le mie parole potrebbero ferire e non servirebbe a niente, ma me ne vado sempre un po’ più triste pensando a come sarebbe stata quella storia di latte se solo quella mamma (che “aveva pochissimo latte ho dovuto dare l’aggiunta… il bimbo non si attaccava/ non cresceva…/ io non ce lo avevo…”) avesse trovato, o CERCATO, le persone giuste… se non si fosse arresa… se si fosse data un’altra possibilità… E ogni volta che qualcuno che conosco aspetta un bambino invece di farle gli auguri le dico : “mi raccomando… se hai qualunque dubbio o problema con l’allattamento chiamami subito… vedrò cosa posso fare o ti presenterò le persone giuste…” e a te, Tiziana, dovrebbero fischiare assai le orecchie! <3

PS: Se vedete una mamma che allatta non le dite” beata”, ditele “brava”!


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