Login
Main menu

SAM 2017: DI ALLATTAMENTO SI DEVE PARLARE (E FARE) DAPPERTUTTO.

Schermata 2017 10 05 alle 19.07.49

Immagine dal sito www.mami.org

Quest’anno il tema della SAM (Settimana Mondiale dell’Allattamento) che in Italia si celebra nella prima settimana di Ottobre, mi sta particolarmente a cuore: tratta anche di ALLEANZE.

Alleanze che servono per sostenere e proteggere l’allattamento, alleanze indispensabili perché una cultura della normalità metta radici, alleanze necessarie perché l’allattamento sia riconosciuto anche a livello politico e legislativo come diritto, alleanze come concatenazione col tessuto sociale ed economico che gli riconosca la tutela che merita in ambito lavorativo e di assistenza alla famiglia. Tutto questo, e molto, molto altro, ha enormi ricadute sulla società intera.

Schermata 2017 10 01 alle 15.51.01

                                  dal sito www.mami.org

Sento questo tema in maniera forte perché mi sento ormai testimone vivente di una cultura che sta cambiando, lentamente ma inesorabilmente cambiando.

Quando ho avuto la mia prima figlia, ormai 22 anni fa, ebbi grandissime difficoltà con l’allattamento e altrettanto grandi difficoltà a trovare supporto e informazioni non fantasiose. Il latte materno, pur presentato nella teoria come il migliore alimento (quante volte l’abbiamo sentita questa frase?), vent’anni fa era considerato già in ospedale, e ancor più nel quotidiano, una questione di fortuna e un vezzo della mamma che “desiderava un ritorno alle cose di una volta”. Certo, nessuno si azzardava a dirtelo così direttamente ma era chiaro che ogni intervento per risolvere una difficoltà si trasformava velocemente in una prescrizione di formula lattea.

Aggiungo, sempre parlando della mia esperienza che nei lontani anni 1995/96 (gli anni di nascita delle mie due prime figlie) nelle mie zone non c’erano gruppi in cui avere la possibilità di confrontarsi alla pari con altre madri, men che meno incontri specifici sull’allattamento condotti da professionisti. I social sono apparsi decenni dopo e nel web sull’allattamento il materiale a disposizione dell’utente non sanitario era scarso.

Se eri fortunata allattavi, anche se spesso con l’insidia in agguato del “Basterà?”.

Ciò che vorrei fosse ricordato è che di allattamento si è iniziato e proseguito a parlare ostinatamente grazie a La Leche League e alle sue indomite volontarie che dall’America, dal salotto di casa di una delle sette fondatrici, nel lontano 1956 è partito un movimento potente ed esplosivo che ha sostenuto e tutt’ora sostiene centinaia di migliaia di donne in tutti i continenti negli incontri di gruppo, al telefono, a domicilio.

Le Consulenti de LLL hanno aperto, anzi spalancato, una strada davvero dalla parte delle donne e delle madri, e lo hanno fatto prima di tutto con una formazione seria e scientifica che allora ci si sognava altrove. In Italia la rete delle Consulenti de La Leche League è ormai una realtà solida e riconosciuta nella sua autorità.

Il movimento di informazione e sostegno è nato da donne, da madri, dal basso.

“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di persone coscienziose possa cambiare il mondo. In realtà sono le uniche ad averlo mai fatto” ,affermava Margaret Mead, antropologa.

E questo è quanto è accaduto per l’allattamento. Dalle donne, dai movimenti dal basso la pressione è cresciuta ed è diventata un’onda potente che ha scavato salendo sempre più in alto, fino a restituire a questa pratica la dignità scientifica che le spetta soprattutto presso la comunità sanitaria.

Sentiamo parlare sempre più di evidenze scientifiche, che sono le fondamenta su cui gli operatori sanitari costruiscono il loro impegno, e oggi possiamo dare per scontato che sia così ma, fino almeno a un decennio fa, nei convegni sul parto non si sentiva quasi parlare di allattamento e viceversa. Erano mondi separati, quasi chiusi, direi.

Se potessi in qualche modo rendere una fotografia di quegli anni fa, più di 20, queste sono le prime immagini che vorrei mostrare.

Certo che c’erano anche i posti dove l’allattamento si sosteneva, certo che non era dappertutto così ma, molto più frequentemente, quello che accadeva era che per una madre, o in generale, genitori che avevano bisogno di aiuto concreto dopo la nascita, trovare aiuto era più difficile che arrivare in cima al Monte Bianco.

Perché proprio oggi ripenso a questo?

Perché il tema di quest’anno mi ricorda che da allora, di strada ne è stata fatta, di cose ne sono cambiate. Oggi agli incontri di accompagnamento alla nascita si parla anche di allattamento, ai convegni sulla nascita le ostetriche parlano di allattamento, le informazioni circolano in rete in tempo reale, esiste una rete di associazioni di donne formate che sostengono altre donne alla pari. Il cambiamento è lento, ci sono di sicuro un sacco di cose da migliorare, la disponibilità è a macchia di leopardo sul territorio, ma, di positivo, quante cose sono cambiate e quanto di ciò che abbiamo a disposizione ci sembra normale e un diritto rispetto al passato?

Tutto questo cambiamento lento ma inesorabile è stato reso possibile, lo ripeto, grazie alle alle donne e a chi le ha sostenute, ai movimenti, ai gruppi, da chi non si è arreso al “così è” e ha continuato a chiedere, pretendere, accompagnare, fare piccole modifiche, scrivere, ricercare, resistere, insistere.

E l’onda ha piano piano conquistato i professionisti, figure socio-sanitarie, coinvolto la politica, cambiato persino l’assetto delle stanze negli ospedali con l’avvento ormai assodato dei rooming-in.

Oggi celebro e ringrazio chi ha fatto questo lavoro di goccia cinese in ogni modo, e ci metto dentro anche me, perché in ogni modo, abbiamo camminato AVANTI in questa strada.

Chi ne è testimone lo sa, ci abbiamo creduto, ci siamo impegnate e oggi siamo tanti passi avanti a ieri e nel percorso abbiamo acquisito un sacco di compagni e compagne di viaggio.

Dobbiamo perciò continuare, ostinatamente.

Quest’anno ho parlato di allattamento lungo il nastro di una strada di 21 km, con la maglia creata dall’Associazione La Ninfea di Lonato del Garda

22207381 1435778649808511 663411317 n

per farmela avere in apertura della SAM (1 ottobre, giorno della gara) Federica e Antonella si sono fatte in quattro

            20171001 092156 2        IMG 20171005 WA0013 2                                                                                                                 Foto Vera Trogu

In occasione della SAM e celebrarne il tema, l’associazione Ninfea ha lanciato la campagna #insiemesipuò a sostegno dell'allattamento. Le mamme sono state invitate a pubblicare una foto che descrivesse in che modo sono state aiutate nel percorso di allattamento ( hashtag #insiemesipuò #sam2017.). La maglia col logo della SAM sarà la protagonista del Flash mob del 7 ottobre, quando le mamme faranno festa in piazza.

Antonella, Federica, Sara e tante altre donne sono mamme formate e ostetriche che si sono messe insieme, dal 2015, per far funzionare la rete nel territorio, una rete sempre più capillare che lavora per rendere l’allattamento un aspetto normale del nostro vivere, perchè domani i nostri figli non dovranno più leggere nei giornali di madri allontanate da luoghi pubblici perché sorprese ad allattare.

Credo in questo perché sono testimone del fatto che ieri non era considerato scontato ciò che abbiamo oggi.

Allora ecco che domenica ho portato un po’ di latte in una maratona.

Durante il tragitto mi ha chiesto per quale causa corressi (faticosissimo rispondere!), qualche mamma col passeggino a bordo strada ha colto al volo il senso e ha fatto il tifo, al traguardo qualcuno è venuto a fare domande e foto, tra questi alcuni papà e nonni.

Perché in fondo anche allattare e il mondo dell’allattamento possono essere paragonati in qualche modo a una corsa, lenta, tranquilla o grintosa, poco importa ma nello scorrere dei minuti provi quello che una madre può sentire nei mesi e negli anni di allattamento;

entusiasmo ed energia che ti spingono a sentire che puoi fare ancora tanti altri chilometri, incoraggiamenti da chi meno te li saresti aspettati, orgoglio di appartenere a un’onda, a volte sarcasmo e fraintendimento, in altri momenti la fatica e la tentazione di fermarti, la forza di volare quando ci sono il sostegno e il tifo per te, sudore, immensa gioia, stanchezza e poi adrenalina a mille, senso di appartenenza, voglia di arrivare insieme.

Allattare è normale ma non è sempre facile e scontato e come in tutte le cose normali della vita, ciò che è bello splende anche grazie ai momenti scuri, che vanno riconosciuti per ciò che sono.

A volte si è soli, più spesso insieme. E’ così per le mamme ed è altrettanto per chi sostiene.

La mia idea è che adesso serva anche uscire dal nostro “guscio”, sfondare la bolla in cui ci sentiamo protette e ci rifugiamo per ripararci dalle critiche e per riprendere fiato e, infine, portare l’allattamento dappertutto, anche nei posti più insoliti.

Quale posto insolito vi viene in mente o avete a portata di mano?

Pensateci, pensiamoci, e gettiamo qualche semino in più.

Tagliamo un altro traguardo, insieme. E senza tifo lungo il percorso, l’arrivo è più triste.

In ultimo, ma non ultimo, ringrazio la mia amica Vera Trogu, dell’Amatori Podistica Terni, che si è generosamente lanciata nel tifo lungo il tragitto regalandomi anche le splendide foto che potete ammirare.

Un altro anello della catena calda dell’allattamento.

Facciamola lunga questa catena e portiamola ovunque perché poter allattare riguarda tutti.IMG 20171001 WA0008

Foto Vera Trogu

Né Pigro, né furbo. La tettarella può confondere la suzione del neonato

                                                                     Schermata 2017 01 30 alle 21.46.08

“Si attacca al seno, fa tre o quattro ciucciate e poi cade addormentato”, ti dice la mamma che ti chiama preoccupata al telefono; “Appena nato si è attaccato subito, mi sembrava andasse bene, poi abbiamo dovuto dargli l’aggiunta e adesso, appena si avvicina al seno, anche se molto affamato, dopo pochi attimi dorme”; “Per farlo attaccare mi hanno dato il paracapezzolo, senza non ne vuole sapere del mio seno”.

“ E’ già un furbacchione, ha capito che col biberon il latte scende meglio!”

“Non gli piace il mio latte/il mio seno/ non gli piaccio io”.

Tutte le Consulenti in allattamento  hanno sentito molte volte queste frasi preoccupate nell’esercizio quotidiano della loro professione accanto alle madri che allattano.

Di cosa si tratta?

Tipicamente di un atteggiamento di difficoltà nell’attacco fino al rifiuto del seno in alcuni casi, che sfocia poi con l’addormentamento del bambino.

La caratteristica comune ai neonati che reagiscono in questo modo, nonostante siano anche molto affamati, è l’aver ricevuto integrazioni di latte (di mamma o di formula) con il biberon oppure essersi abituati a utilizzare il paracapezzolo per attaccarsi al seno e poi non riuscire a farlo senza.

Da un punto di vista strettamente scientifico la confusione seno-tettarella (“nipple confusion”) o “preferenza per il biberon” non è provata e, per tale motivo, c’è chi parla anche di mito della confusione.

Chi lavora accanto alle madri per il supporto dell’allattamento,invece, questa confusione si trova ad osservarla anche con una certa frequenza.

E allora proviamo a spiegare come e perché può verificarsi.

In genere questa difficoltà si manifesta nelle prime settimane di vita del bambino e, impegnandosi per risolverla, generalmente diminuisce fino a scomparire nelle settimane successive.

Il palato del neonato è molto sensibile alle stimolazioni proprio per render possibile che quando qualcosa lo stimola, il bambino inizi a succhiare.

La tettarella in silicone o in caucciù, per quanto di foggia “ergonomica”, ha consistenza e una forma differenti rispetto al tessuto morbido e adattabile di seno e capezzolo.

Quando il bambino, per nutrirsi, entra in contatto con un ausilio come questo, riceve uno stimolo sensoriale di un certo tipo- di solito la tettarella risulta essere più dura e grande rispetto a capezzolo e areola- che poi cercherà di ritrovare al momento dell’attacco al seno poprio per attivare il riflesso di suzione. 

In mancanza di questo stimolo “forte”, il bambino attiverà una suzione leggera e superficiale interrompendo presto la poppata; in altri casi, si mostrerà molto confuso e irrequieto, fino al pianto dirotto, nel momento dell’attacco, fino a non riuscire ad attaccarsi.

Se il capezzolo della madre è molto diverso dalla forma della tettarella del paracapezzolo, per esempio nel caso di un capezzolo piatto oppure morbido, questa difficoltà può essere ancora più evidente.

Ma non è detto che non possa manifestarsi anche nel caso di neonati la cui madre ha un capezzolo fibroso e protrattile.

Inoltre la suzione di una tettarella, lunga e stretta, richiede un’apertura della bocca meno ampia e il coinvolgimento di fasce muscolari e nervi differenti rispetto a quelli utilizzati nella poppata.

Anche la modalità di attivazione del flusso inoltre è diversa: dalla tettarella del biberon, con un movimento minimo di schiacciamento con le gengive, il latte fuoriesce in un flusso ottenendo il latte per caduta; per difendersi da questo flusso, il bambino a volte sistema la lingua retraendola nella parte posteriore della bocca replicando poi la medesima posizione della lingua al momento della poppata al seno.

Per ottenere latte al seno, il bambino deve avere una partecipazione attiva nella poppata:attaccandosi al seno, crea un sistema “sigillato” all’interno della sua bocca. La mandibola si alza e si abbassa e la lingua, con un movimento a pistone, crea un vuoto all’interno della bocca (pressione negativa) facendo fluire il latte. Se non si crea la pressione negativa, il latte dal seno non esce.

Schermata 2017 01 30 alle 20.33.34

Il meccanismo di estrazione del latte dal seno, con il movimento a pistone della lingua del bambino che crea una pressione negativa all'interno della bocca facendo fuoriuscire il latte dal seno. (foto da www.rebeccaglover.com)

Da questi fattori assieme, la confusione.

Dopo qualche tentativo di attacco, il bambino cade addormentato o scoppia in un pianto dirotto: questo atteggiamento non è sinonimo di “furbizia” ma una risposta allo stress dovuta alla frustrazione.

Nessuno può predire se il bambino andrà incontro a questa difficoltà: Alcuni neonati passano senza alcuna difficoltà dalla tettarella al seno, altri faticano molto prima di tornare a fare poppate efficaci.

Il paracapezzolo può creare i medesimi problemi, creando confusione nella coordinazione della suzione, stimolando il seno in maniera inadeguata con conseguente insufficiente produzione di latte, inducendo il bambino ad attaccarsi con una piccola apertura della bocca.

Non è giusto minimizzare  i rischi della confusione seno tettarella  e i genitori hanno il diritto di ricevere un’informazione completa su questi ausili.

Pertanto è importante che:

  •       Sia chiaro che il paracapezzolo non è un ausilio che serve per far attaccare il bambino al seno. Il bambino e la mamma hanno diritto di sperimentare con pazienza il contatto pelle a pelle e le diverde posizioni per allattare, per trovare quella adatta alla propria situazione. A questo scopo a volte servono diversi tentativi. Se vi offrono il paracapezzolo come soluzione, chiedete aiuto paziente per ottenere una poppata senza ausili. Il biological nurturing, ad esempio, ha il magico potere di risolvere molti problemi di attacco e di confusione seno-tettarella. Provare per credere.
  •          I genitori siano informati del fatto che il biberon non è l’unico ausilio per offrire un’integrazione, se necessaria, al neonato.
  •         Dare tempo al bambino, farlo provare, sperimentare, senza fretta: il contatto pelle a pelle agevola i picchi dell’ossitocina e il processo dell’attaccamento
  •          Se necessario, il bambino può essere aiutato a trovare il seno ed attaccarsi con la madre in posizione semi reclinata e spalmando un poco di latte sulla zona di areola e capezzolo
  •    Se è necessario usare il biberon, che sia data la possibilità ai genitori di conoscere la modalità per sostenere il bambino in modo corretto e offrire la bottiglia in modo rispettoso e “amico dell’allattamento”.
  •          Lavorare sul mantenimento della produzione di latte al seno
  •          Aiutare il bambino ad ottenere un attacco in profondità

In caso di confusione seno-tettarella, contattate con fiducia una Consulente professionale in allattamento IBCLC (contatti nel sito www.aicpam.org) che saprà accompagnarti in questo percorso adattando le strategie alla tua situazione personale. 

Bibliografia

k. Wambach, J Riordan, Breastfeeding and human lactation, 5th edition, Jones & Bartlett Publishers, 2014

N. Mohrbacher,  Breastfeeding Made Simple a guide for helping mothers, Hale Publishing, Tx, 2012

     L. Killion Healow, R. Sliter Hugh, Oral Aversion in the Breastfed Neonate 

C. Watson Genna, Tactile Defensiveness and Other Sensory Modulation Difficulties Leaven, Vol. 37 No. 3, June-July 2001, pp. 51-53.

Inaugurazione Centro Allattamento a Modena

centro allatta fronte

retro foto centro allattam

retro foto centro allattam

VIETATO DISINFORMARE!

Cattura

L'Associazione Culturale Pediatri (ACP) prende una netta posizione contro la campagna dell'AIIPA che invita a promuovere negli studi pediatrici gli alimenti industriali per la prima infanzia. Tale campagna di comunicazione si tradurrebbe nella diffusione di locandine e di poster da affiggere all'interno delle sale d'aspetto degli studi pediatrici ed è titolata “Nutrizione e Sicurezza Specializzata” -elemento di riconoscimento degli alimenti normati e specifici per la prima infanzia.

 L'iniziativa è appoggiata  dalla FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e dalla SIP (Società Italiana di Pediatria).

I pediatri di ACP invitano i colleghi medici a non aderire per evitare la diffusione di una cultura scorretta al consumo di cibo industriale, promosso oltretutto per la prima infanzia.

Proteggiamo i bambini, informiamo correttamente così come per il latte materno.

Quì il COMUNICATO STAMPA dell'ACP completo

Allattamento materno e sostenibilità (SAM 2016)

Tutti pronti per la Settimana Mondiale dell'Allattamento 2016?
Il primo appuntamento per me sarà con il Sos mamadi Modena, il 3 ottobre presso il Centro per le Famiglie di Sassuolo. Ecco la locandina e i riferimenti per la giornata

Schermata 2016 09 28 alle 15.38.48

FacebookG+TwitterRSS