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La persona che si occuperà di tuo figlio in tua assenza, oltre ad avere un ruolo importantissimo nel contribuire al benessere del bambino, può letteralmente fare la differenza nell’incoraggiare o nell’ostacolare la tua esperienza di allattamento quando rientrerai al lavoro e ti troverai a gestire gli aspetti organizzativi della faccenda.
E’ possibile trovare una baby sitter amica dell’allattamento?
Sempre più la formazione sull’allattamento, per fortuna, si sta diffondendo ed è già possibile trovare persone che conoscono e sanno sostenerlo ma, se a te non è capitata la fortuna di incontrare una di queste persone, puoi formarla e informarla tu stessa. Come fare? Di seguito troverai alcuni spunti, adattati dal capitolo di Lavoro&Allatto che approfondisce l’aspetto di chi si occuperà del bambino. 

Già dal primo incontro con la/il baby sitter (che può essere anche un parente o un’amica, non necessariamente una persona che non conosci) sii chiara sulla tua intenzione di proseguire l’allattamento spiegandole come intendi procedere, chiedendole la sua disponibilità a collaborare. Se allatti di fronte a lei da subito la aiuterai a conoscerti in questa normale routine e le sarà più facile poterti porre domande ed esporti il suo punto di vista.

Le esperienze con altri bambini sono senz’altro un vantaggio per te ma è possibile che abbia conosciuto situazioni molto lontane dalla tua. Se, per esempio, ha accudito bambini alimentati con la formula si renderà conto che i bambini allattati chiedono di mangiare molto più spesso; il latte materno è infatti un nutrimento fisiologico per il bambino, specifico per le esigenze del suo genere (umano!) e ha tempi di digestione adeguati alla maturità del suo intestino, quindi è assimilato piuttosto velocemente per non sovraffaticare l’apparato digerente. Il latte di formula, viceversa, seppure venga adattato alla nutrizione umana, richiede un certo impegno per la digestione saziando il bambino più a lungo per via del maggior sforzo richiesto a tutto l’organismo. Per questi motivi la babysitter avrà bisogno di tempo per imparare a distinguere i segnali di fame osservando il bambino piuttosto che gli orari. Se, viceversa, non ha fatto esperienze in merito avrà tutto da imparare e ciò può trasformarsi persino in un vantaggio per te che non ti troverai a dover sfatare mitologie consolidate sull’allattamento.

 Ecco quindi una lista delle competenze che la baby sitter “amica dell’allattamento” dovrebbe avere nel suo bagaglio:

  • Saper riconoscere e rispondere ai segnali di fame piuttosto che basarsi sugli orari. Ciò è oltretutto un modo per aiutarla a comprendere che il bambino non piange o è irrequieto solo perché e quando ha fame.
  • Come raccogliere, etichettare e stoccare il latte materno.
  • Come si scongela e si scalda il latte materno. Queste indicazioni in particolare vanno anche scritte per essere consultabili senza errori all’occorrenza.
  • Quanto latte materno offrire e cosa fare del latte che avanza.
  • Come si offre il latte materno, provando in tua presenza i vari ausili e accordandosi su quali utilizzare.
  • Modi per offrire consolazione al bambino. Il seno della mamma, infatti, non è solo una fonte di cibo con cui riempire lo stomaco ma spesso il bambino vi ricorre per avere rifugio, per calmarsi, per ritrovare un luogo familiare e molto altro. Per questo motivo i bambini allattati tendono a chiedere di stare in braccio spesso e per rispondere a questa esigenza la babysitter può imparare ad usare la fascia per “indossarlo”. Se invece preferisci essere solo tu o i tuoi familiari a portarlo in fascia, puoi spiegarle che va comunque preso in braccio quando è irrequieto o ha bisogno di dormire. Anche il biberon va offerto dopo aver preso in braccio il bambino riservandogli l’attenzione di cui ha bisogno in questo momento. La richiesta di attenzioni va letta in chiave positiva come competenza del bambino ad esprimere i propri bisogni che, se soddisfatti, lo aiutano a mantenere un equilibrio positivo e a essere disponibile per esperienze nuove. Questo è quello che in realtà succede quando i bambini ricevono una base sicura. “ Non è possibile viziare un bambino piccolo. Rispondere al pianto di un bambino gli insegna ad avere fiducia che è di vitale importanza per la sua competenza emotiva”[1].
  • Quando è il caso di offrire il succhiotto o il proprio dito da succhiare. La suzione ha un effetto calmante sul bambino ed è un suo bisogno innato. I bambini allattati a richiesta soddisfano questo bisogno consolatorio al seno e, quando la mamma non c’è, potrebbero richiedere ancora più latte dopo il pasto per questo motivo. In tal caso un uso oculato del succhiotto o la suzione del dito (con l’unghia corta e pulita) di chi lo accudisce possono essere di aiuto. 

Per tutto questo potrà essere di aiuto regalarle o prestarle una copia di Allattare, un gesto d’amore, manuale completo sull’allattamento rivolto a chiunque ne voglia sapere di più. Suddiviso in capitoli che trattano di tutti gli aspetti dell’allattamento, è facilmente consultabile grazie ad una guida rapida, in fondo, che consente di trovare subito la parte che interessa. In Lavoro&Allatto trovi anche schemi di facile consultazione che fungono da promemoria per organizzare la giornata lavorativa e la gestione dell’allattamento e tutti gli approfondimenti sopra elencati. 

 E, accanto alle competenze sull’allattamento:

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